sito in difesa dell'aborto di primo trimestre come elemento irrinunciabile e sacrosanto della libertà e della salute piscofisica della persona di sesso femminile, in un periodo in cui, a causa del predominio dell'ideologia cattolica, unita ad istanze di politica demografica di tipo fascista e del ritorno di una concezione mistico-sentimentale dell'embrione e della riproduzione umana, difendere l'aborto è diventato politicamente scorretto e culturalmente sconveniente.

sabato 6 ottobre 2007

http://www.classicistranieri.com/mp3/bwv4/bach_bwv4_leh_2_christ_lag_in_t.mp3 IL “VANGELO” DI ER Già quattro secoli prima della comparsa di Gesù, nella cultura greca era presente la figura di un eroe risorto dalla morte per portare la salvezza agli uomini. Si tratta di Er, il guerriero di origine panfilica, la cui leggenda(?) è riportata da Platone, in Repubblica X 614b e ss. Ho usato il punto interrogativo dopo il termine leggenda, in quanto, se a tutt’oggi ci sono alcuni che considerano i vangeli canonici come fonti storiche, perché, allora, bisognerebbe dubitare della parola di un filosofo insigne e autorevole come Platone, il quale, altrove, non è affatto benevolo verso le tradizioni religiose popolari(soprattutto quelle di origine orfica) o della vetustissima tradizione a cui sicuramente appartiene questo racconto? In fondo, non mi sembra che l’autore scherzi quando, terminata l’esposizione delle cose che l’anima Er ha visto nel regno dell’oltretomba, conclude: “Così, Glaucone, il suo racconto si è conservato e non è andato perduto, e potrà salvare anche noi,se gli crederemo…”(Repubblica, X, 621c). E', del resto,difficile non sospettare che il topos della resurrezione di Gesù e del suo scopo salvifico per le anime individuali sia stato suggerito ai seguaci dell’eresia ebraica da lui fondata da questi racconti che circolavano nella cultura religiosa ellenistica, influenzata a sua volta dai temi orfico-pitagorici(come è noto il giudaismo originario non conosceva il tema della salvezza dell’anima individuale dopo la morte e anzi neppure il concetto di anima). Anzi, io sono propensa ad osservare che Her ha offerto una via di salvezza agli uomini senza imporre loro alcun giogo di servitù e che il suo prodigio è mille volte più sorprendente e degno di ammirazione che non quello attribuito a Gesù. Er, infatti, è risorto dopo 12 giorni di morte, mentre il suo cadavere, straordinariamente non ancora intaccato dalla decomposizione, era già stato posto sulla pira funebre per essere arso,invece, Gesù ,da morto, non ha saputo resistere che un giorno e mezzo. Ma, ora, ecco il vangelo di Her: “…Er figlio di Armenio, di origina panfilica. Costui era morto in guerra e quando, al decimo giorno, si portavano via dal campo i cadaveri già decomposti, fu raccolto intatto e ricondotto a casa per essere sepolto; al dodicesimo giorno, quando si trovava già disteso sulla pira, ritornò in vita e raccontò quello che aveva visto nel luogo dove era stato. Disse che la sua anima, dopo essere uscita dal corpo, si mise in viaggio assieme a molte altre, finché giunsero ad un luogo meraviglioso nel quale si aprivano due voragini contigue nel terreno e altre due, corrispondenti alle prime, in alto nel cielo. In mezzo ad esse stavano seduti dei giudici, i quali, dopo aver pronunciato la loro sentenza, ordinavano ai giusti di prendere la strada a destra che saliva verso il cielo, con un contrassegno della sentenza attaccato sul petto, agli ingiusti di prendere la strada a sinistra che scendeva verso il basso, anch’essi con un contrassegno sulla schiena dove erano indicate tutte le colpe che avevano commesso. Giunto il suo turno i giudici dissero ad Er che avrebbe dovuto riferire agli uomini ciò che vedeva laggiù e gli ordinarono di ascoltare ed osservare ogni cosa di quel luogo”. Dal seguito del racconto apprendiamo che le anime che durante la vita terrena si erano macchiate di qualche colpa suscettiva di perdono, dovevano compiere un viaggio di espiazione sotterranea della durata di mille anni, mentre le anime virtuose e pure salivano direttamente nel mondo celeste, dove potevano contemplare(probabilmente per lo stesso numero di anni) “visioni di beatitudine e di straordinaria bellezza”. Terminata questa sosta millenaria, tutte le anime sono destinate ad incarnarsi in un nuovo corpo e quindi a scegliersi una nuova vita. Soltanto le anime macchiate da colpe inespiabili(“i malvagi inguaribili”), tra cui i tiranni che si siano resi colpevoli delle più gravi ingiustizie, sono destinate ad essere torturate da alcune entità aventi la parvenza di uomini infocati e poi precipitate per l’eternità nel Tartaro. Alle reincarnazioni presiedono Ananke con le figlie Lachesi, Cloto e Atropo(le cd Moire). La difficoltà di questa tappa consiste nel fatto che ciascuna anima, in ordine di sorteggio, è chiamata a scegliersi la sua nuova vita, tra i diversi modelli sia umani,sia animali(twn biwn paradeigmata)che un araldo a ciò addetto getta davanti a loro, dopo questo suggestivo proclama: “Proclama della vergine Lachesi, figlia di Ananke! Anime effimere, ecco l’inizio di un altro ciclo di vita mortale, preludio di nuova morte. Non sarà un demone a scegliere voi, ma sarete voi a scegliere il vostro demone. Chi è stato sorteggiato per primo, per primo scelga la vita alla quale sarà necessariamente congiunto. La virtù non ha padrone, e ognuno ne avrà in misura maggiore o minore a seconda che la onori o la disprezzi. La responsabilità è di chi ha fatto la scelta; la divinità è incolpevole”. La difficoltà della scelta risiede in tre ostacoli: (a)in ogni modello di vita sono variamente mescolate caratteristiche negative e positive, per esempio ci può essere la prestanza fisica insieme alla povertà o viceversa; la ricchezza insieme ad un indole malvagia e perversa e così via, (b)via via che le anime sorteggiate per prime scelgono il modello di vita cui unirsi, diminuisce il numero di vite a disposizione di quelle che sono ultime in ordine di sorteggio, per cui queste hanno per così dire una minore possibilità di scelta, (c)non tutte le anime sono abbastanza sagge per riconoscere quali siano i modelli di vita migliori(in sostanza dovrebbero essere quelli che non arrecano eccessiva sofferenza nella vita terrena e tuttavia non portino l’anima a macchiarsi di colpe che la costringerebbero, dopo la morte, ad un nuovo ciclo di espiazione, quando non anche alla dannazione eterna nel Tartaro). Un altro fattore che incide in maniera significativa sulla capacità delle anime di scegliere la vita migliore è la quantità di acqua del fiume Lete da esse bevuta prima di essere definitivamente inviate nel nuovo corpo mortale. L’acqua di questo fiume ultraterreno ha infatti la capacità di cancellare, via via che viene bevuta, ogni ricordo delle esperienze acquisite nella vita precedente e nel millennio di permanenza nell’Ade. Dal completo oblio si possono salvare solo le anime che non ne bevano una quantità eccessiva. Anche se qui non è detto esplicitamente, la salvezza finale dell’anima dovrebbe consistere nella fine del ciclo delle reincarnazioni, con definitiva e perpetua ammissione nel mondo celeste. A questo fine, tuttavia, l’anima deve essere davvero estremamente saggia e razionale per poter arrivare finalmente a vivere una vita perfetta, priva di qualsiasi contaminazione peccaminosa, di qualsiasi macchia di ingiustizia. Non che io consigli a qualcuno di credere nella parola di Her , ma se c’è chi ,ancora oggi,crede nella verità storica dei detti e dei fatti che le narrazioni di quegli oscuri mitografi noti con i nomi di Marco, Matteo, Luca e Giovanni attribuiscono a Gesù, non può poi avere la pretesa di contestare la realtà storica della resurrezione e del viaggio di Her, di dubitare di Platone quando, in Repubblica X 621c, afferma“Così, Glaucone, il suo racconto si è conservato e non è andato perduto, e potrà salvare anche noi,se gli crederemo[ …]". Una cosa è però certa e cioè che in base a questa fonte(Platone, Repubblica, X,614b) che non è in niente inferiore ai vangeli, ma, al contrario, nella mente di uomini colti, senz’altro li supera in credibilità ed autorità, noi apprendiamo che,forse anche un millennio prima di Gesù(la religione orfica potrebbe avere origini antichissime), di un altro uomo si credeva che fosse risorto per comunicare agli uomini un messaggio di salvezza e, quel che è più importante, senza imporre loro alcun giogo di servitù, né dare vita ad una organizzazione ecclesiastica oppressiva delle fondamentali libertà umane.

1 commento:

moltitudini ha detto...

Grandissimo blog!!!E il nome..ahahahha!!!