Cosa è stato scoperto di veramente nuovo sulla vita prenatale? Gli attivisti dei movimenti che si battono contro il diritto di aborto non fanno che sbandierare, accanto agli argomenti classici di tipo moralistico o religioso, le stupefacenti scoperte che i nuovi mezzi di indagine biomedica avrebbero permesso di fare sulla vita prentale dimostrando finalmente senza dubbio che l'embrione, fin dal momento del concepimento, sarebbe un uomo fatto da tutelare come una qualsiasi altra persona appartenente alla società umana. Ho cercato allora di informarmi e di aggiornare le mie conoscenze. Attraverso qualche lettura (es. P. Nathanielsz, Life before birth..., 1992Amazon.com: Peter W. Nathanielsz
: Books)mi sono fatta un'idea di queste nuove sconvolgenti scoperte. Prima di tutto tali scoperte riguardano solo gli ultimi 4 mesi di vita intrauterina(6'- 9'), niente che riguardi l'embrione o il feto primitivo, anzi,la tesi secondo cui l'embrione è una entità cerebralmente inerte ne esce sostanzialmente intatta. Così per quanto riguarda i sensi, anche se lo sviluppo delle strutture degli organi di senso termina abbastanza precocemente, l'allacciamento con il sistema nervoso, che permette l'effettiva funzionalità dell'organo, avviene soltanto tra le settimane 22 e 24. Dunque anche se entro la 10' settimana di vita fetale l'occhio è strutturalmente ben formato, non essendosi ancora formate le connessioni con il cervello, il feto ancora non è capace di vedere. Lo stesso vale per tutti gli altri sensi. L'udito per esempio compare soltanto verso la 25' settimana di gestazione. Risposte agli stimoli dolorosi non sono mai state riscontrate prima della 20' settimana. Soltanto a partire dalla 28' settimana nel feto si inizia a registrare una attività cerebrale regolare, comparabile a quella del neonato, con alternanza tra sonno e veglia e vari tipi di sonno. Per quanto riguarda l'apparato respiratorio, prima della 20' settimana i polmoni e i bronchi sono una massa di cordicelle carnose prive di passaggi aerei, ne consegue che in nessun modo l'aria potrebbe passarvi attraverso: nell'embrione e nel feto primitivo la respirazione è fisicamente impossibile. Solo tra la 20' e la 24' settimana le corde polmonari formano passaggi aerei alle loro estremità e diventano tubi. Per questo il periodo compreso tra la 20' e la 24 settimana è considerato il primissimo stadio in cui il feto può essere considerato un organismo autonomo pienamente funzionale e completo. Inoltre, sebbene la striscetta di tessuto cardiaco si contragga fin dal 20' giorno dopo l'impianto, il cuore dell'embrione ancora non è in grado di pompare sangue, non esiste una vera funzione cardiocircolatoria. Inoltre, nella fase più primitiva lo stimolo nervoso che fa contrarre il tessuto cardiaco non viene dal cervello, ma è intrinseco alle stesse cellule che lo compongono. Il feto primitivo a partire dalla 10' settimana presenta degli pseudomovimenti(esempio di pseudomovimento fetale nella9'settimana it.youtube.com/watch?v=5q30ao8phNY ). Sembra muoversi perché si tratta di un corpo frastagliato leggero ed elastico che galleggia nel liquido amniotio, quindi qualsiasi stimolo può produrre ripiegamenti e ondeggiamenti negli arti e nelle loro estremità o produrre perfino l'apertura della fissura boccale. Non si tratta di movimenti dell'embrione, ma di reazioni fisiche provocate meccanicamente da sollecitazioni esterne.
ABORTO LIBERO
sito in difesa dell'aborto di primo trimestre come elemento irrinunciabile e sacrosanto della libertà e della salute piscofisica della persona di sesso femminile, in un periodo in cui, a causa del predominio dell'ideologia cattolica, unita ad istanze di politica demografica di tipo fascista e del ritorno di una concezione mistico-sentimentale dell'embrione e della riproduzione umana, difendere l'aborto è diventato politicamente scorretto e culturalmente sconveniente.
mercoledì 16 luglio 2008
venerdì 11 luglio 2008
Bioetica: L’aborto è un diritto
L’aborto non è solo un diritto. La vulgata politicamente corretta insiste nel presentarlo come male minore, inevitabile dramma per tutte le donne; ma la verità è che per moltissime donne l’aborto è un bene. Come ha detto una volta Katha Pollitt:L’aborto legale è una cosa buona, e non solo perché impedisce quello clandestino. Senza aborto, le donne sarebbero meno sane, meno educate, meno in grado di realizzare i loro doni e i loro talenti, meno libere di scegliere i propri compagni; i bambini sarebbero accuditi peggio; il sesso sarebbe rovinato dalla paura della gravidanza, come era la norma nei bei tempi andati; le famiglie sarebbero ancora più guaste di quanto non siano già adesso; ci sarebbero ancora più madri singole, più divorzi, più povertà, e più gente infelice che si sentirebbe oppressa dalle circostanze. Sentiamo sempre parlare del rimorso e del rimpianto, e conosco alcune donne che hanno abortito e che provano questi sentimenti; ma non sentiamo mai del rimorso e del rimpianto provati dalle donne che sono andate avanti e hanno avuto il bambino, né sentiamo parlare molto delle donne che si sentono completamente sollevate e grate che l’ospedale fosse lì per loro e che possono continuare a vivere le loro vite – vite che sono buone e morali.
martedì 8 luglio 2008
giovedì 12 giugno 2008
Cosa è oggi l'aborto nella concezione dei movimenti pro-vita.
Ormai, con il termine aborto o abortivo, non si indica più soltanto ciò che attiene alla sfera dell'interruzione di gravidanza instaurata. La gravidanza, per definizione accolta anche dall'OMS,si instaura nel momento in cui si perfeziona l'impianto dell'uovo fecondato (allo stadio di blastula)nella parete uterina. Tuttavia, questa definizione di gravidanza non è condivisa dagli esponenti dell'ideologia pro vita, che, in ogni caso, ritengono sufficiente, per parlare di aborto, la distruzione della cellula uovo fecondata anche se ciò avvenga per effetto di naturale deterioramento, come conseguenza dell'impossibilità di impiantarsi causata da uno specifico intervento umano. Per questo motivo, i medici cattolici, fanno rientrare nella nozione di aborto anche una serie di mezzi contraccettivi che prevengono la gravidanza inibendo l'impianto dell'uovo fecondato in utero o che semplicemente sono sospettati di poter avere questa efficacia, anche se a livello marginale:
- dispositivo intrauterino(iud o spirale)
-pillola del giorno dopo (Norlevo, Levonelle)
-pillola a base di solo progestinico (Cerazette)
-combinazioni estro-progestiniche a bassissimo dosaggio di etinilestradiolo(15mcg)
-la pillola contraccettiva a base di solo mifepristone(5 mg pro die) che purtroppo stenterà a diffondersi proprio a causa delle riserve etiche dei movimenti pro vita (ma se l'avessero sintetizzata negli anni '40, probabilmente sarebbe subito entrata nel mercato)
*ZENIT - I sottaciuti effetti abortivi della contraccezione ormonale
LA CONTRACCEZIONE ABORTIVA
Questo si aggiunge all'assoluta opposizione dei pro-vita a qualsiasi forma di interruzione della gravidanza già instaurata, anche se avvenga entro le primissime settimane(4-9), quando l'embrione è solo una massa carnosa o è pochissimo strutturato e, soprattutto, con certezza prossima al 100% è privo di qualsiasi funzionalità nervosa e cerebrale. Anzi, la prospettiva che queste interruzioni di gravidanza precoci possano risultare facilitate, li ha indotti ad una feroce quanto irrazionale guerra contro l'aborto farmaceutico(RU486). Dunque, l'attuale antiabortismo, in nome della difesa della vita umana da prima ancora che esista un organismo umano individuale in grado di funzionare nella sua interezza, si oppone non solo all'interruzione volontaria di gravidanza, ma anche ai mezzi più efficaci che esistano per prevenire l'instaurarsi di una gravidanza. Atteggiamento che produce gravi conseguenze pratiche, dal momento che il dispositivo intrauterino è l'unica alternativa alla pillola estroprogestinica per donne intolleranti verso quest'ultima ma che necessitino di una protezione di elevata efficacia, mentre la pillola del giorno dopo è un complemento indispensabile per chi si affidi unicamente al condom. Per quanto riguarda le riserve sui contraccettivi estroprogestinici a bassissimo dosaggio, per il momento sembrano restare confinate a livello teorico, ma non si può escludere che in futuro riescano a trovare una applicazione più concreta. Del resto, non è un mistero che l'aspirazione di fondo dei pro-vita (strettamente legati al mondo cattolico ed altri movimenti cristiani) sarebbe quello di porre fuori uso, quanto meno, tutti i mezzi contraccettivi artificiali ad uso femminile.
Nel presupposto, tra l'altro, che la contraccezione non sia un mezzo davvero efficace nella prevenzione del ricorso alla Ivg in senso stretto.
L'aborto è omicidio? L'aborto è senz'altro un atto "occisivo" che va ad incidere su materia vivente umana, ma non è più occisivo dello spermicidio o dell'asportazione della parte terminale dell'intestino cieco. L'omicidio presuppone l'esistenza di qualcosa che si possa biologicamente e socialmente definire uomo, cioè quanto meno un organismo interamente formato che abbia raggiunto uno sviluppo tale da possedere funzioni vitali proprie e sensibilità. Poiché l'embrione non è un uomo, ma è soltanto un primordio di organismo umano ancora privo di qualsiasi funzione vitale propria, il fatto che determina la cessazione della sua vita non è omicidio.
Può l'embriocidio essere considerato talmente offensivo per la collettività umana da richiedere interventi proibitivi e repressivi da parte delle legislazioni statali? Assolutamente no. L'eliminazione di un embrione è un atto che riguarda esclusivamente la sfera privata della persona del cui corpo quell'embrione rappresenta il prodotto. L'embrione, entità materiale,priva di qualsiasi forma di soggettività, anche meramente animale, NON può essere considerato come ALTRO rispetto alla donna nel cui corpo e del cui corpo si è formato. L'embrione non è una entità vivente che sussista autonomamente nel mondo esterno, come ad esempio una specie animale o vegetale che si intenda proteggere per ragioni ideali, per questo il potere dello stato non può intervenire a sua tutela, in quanto tale intervento si risolverebbe in una gravissima violazione dell'integrità fisica e psicologica della donna nonché della sua libertà morale in ordine alle scelte riproduttive.
L'aborto,inoltre, non può essere limitato o proibito per ragioni demografiche, perché non è giusto che lo stato faccia ricadere sulle donne che sono incorse in una gravidanza assolutamente intollerabile per errore, violenza o fatalità il peso delle sue (tra l'altro ingiustificate) attese di crescita demografica, in un contesto dove la limitazione delle nascite viene effettuata prevalentemente con mezzi non abortivi. Per coerenza, allora, si dovrebbe vietare anche qualsiasi forma di contraccezione e la stessa astinenza dai rapporti eterosessuali.
Definizione di aborto in una prospettiva materialistica. L'aborto è l'interruzione dei processi biochimici che proseguendo avrebbero trasformato il prodotto del concepimento(cioè il materiale inanimato risultante dall'incontro dei due gameti) in un nuovo organismo umano.
giovedì 10 aprile 2008
PICCOLO PRONTUARIO PER DIFENDERSI DALLE MENZOGNE DEI PRO-VITA
IL PRE-EMBRIONE (= giorni 1-7 = dalla fecondazione all'impianto in utero)
Gli oppositori della contraccezione antinidativa(es. Norlevo), della selezione pre-impianto(nel caso di fecondazione assistita)e della ricerca sulle staminali embrionali, sostengono che ogni nuova vita umana inizia dal momento della fecondazione ossia dell'ingresso dello spermatozoo nella cellula uovo. Ritengono che in seguito alla fusione del DNA contenuto nei due gameti(femminile e maschile)nasca un nuovo "essere umano" diverso dai genitori e provvisto di una vita propria ed indipendente dalla loro.
La loro affermazione contrasta con i dati di fatto empiricamente e scientificamente verificabili,per i seguenti motivi:
(1)proprio volendo seguire una logica rigidamente biologicistica, ogni nuovo ciclo vitale umano inizia nel momento in cui la cellula uovo matura viene espulsa dal follicolo ovarico: senza questo evento infatti non esisterebbe la struttura cellulare del futuro embrione
(2)è la cellula uovo che dà la struttura in cui il nuovo genoma, risultante dalla mescolanza di quello suo originario con quello apportato dallo spermatozoo, può iniziare a dar luogo ad un nuovo organismo umano: il pre-embrione è una pertinenza del corpo femminile, non meno della cellula uovo ancora non fecondata
(3)nell'aggregato di cellule risultante dalla divisione dell'uovo fecondato(morula-blastocisti) di nuovo c'è solo l'informazione genetica. Il DNA però non è un essere umano, è solo materiale proteico.
(4)nella blastocisti,il nodo di cellule che, dopo l'impianto darà luogo allo sviluppo dell'embrione, è mescolato alle cellule che daranno luogo alla placenta e agli altri annessi
(5)prima dell'impianto, il nodo di cellule embrionarie è totalmente inerte. In questa fase è attiva solo la parte esterna della blastocisti, chiamata trofoblasto, responsabile dell'impianto nella parete uterina. Lo sviluppo dell'embrione, cioè del vero e proprio abozzo di nuovo organismo umano, inizia solo dopo l'impianto in utero.
(6)solo dopo l'impianto le cellule embrionarie iniziano a specializzarsi per la produzione dei diversi tessuti ed organi che costituiranno il futuro organismo umano.
(7)le cellule nervose compaiono solo nel 14° giorno(ben 7 giorni dopo l'impianto): particolare non indifferente considerato che l'identità umana risiede essenzialmente nel cervello e nel sistema nervoso.
(8)fino al 14° giorno può accadere che la blastocisti si divida, dando luogo a due embrioni distinti,o, al contrario, due blastocisti si possono fondere dando luogo alla formazione di un solo embrione
(9)in alcuni casi, dopo l'impianto, il nodo di cellule embrionarie non si sviluppa, resta inerte, con la conseguenza che la blastocisti dà luogo ad una neoplasia benigna chiamata mola idatiforme. Dunque, l'uovo fecondato, questo preteso nuovo essere umano(in cui di umano in realtà non c'è nulla, tranne l'appartenenza genetica)può, spontaneamente e imprevedibilmente, trasformarsi in un cancro uterino(gravidanza molare)
(11)nel nuovo genoma non c'è già un preciso essere umano unico ed irripetibile con tutte le sue caratteristiche: c'è solo il materiale biologico contenente le informazioni, in forma di impulsi chimici, che,se correttamente eseguite, daranno luogo allo sviluppo di un organismo esprimente tali caratteri di base. Inoltre,ciò che davvero costituisce l'identità di ogni singolo essere umano formato non dipende dal DNA, ma da imprevedibili interazioni del suo organismo ormai formato con tutto il complesso del mondo esterno.
(10)per porre limiti all'utilizzo o allo sfruttamento dei pre-embrioni non è necessario personificarli o riconoscere loro dignità umana: il fatto che si tratti di parti del corpo umano già di per sé li rende indisponibili per scopi commerciali
(11)ugualmente non è necessario riconoscere personalità umana al prodotto del concepimento per proibire esperimenti diretti a produrre mostri o ibridi o a snaturare la configurazione genetica della specie umana.
12)il concepimento stesso non è un evento momentaneo, ma un processo che impiega almeno 24 ore a partire dal momento dell'ingresso dello spermatozoo nella cellula uovo, tanto infatti è necessario affinché avvenga la singamia ossia la fusione dei due nuclei contenenti materiale genetico. Dunque stabilire che l'inizio della vita umana si pone nel momento del concepimento non è meno arbitrario che porlo in qualsiasi altro punto dello sviluppo prenatale.
/L'EMBRIONE( = giorni 7-60)/
(1)lo sviluppo embrionale si divide in due fasi essenziali: pre-somitica(in cui l'embrione ancora una massa carnosa informe) e somitica(in cui l'embrione inizia a presentare gli abbozzi degli arti, della testa e dei primi organi interni). Fino alla quarta-quinta settimana l'embrione è una massa carnosa informe in cui delle parti del futuro organismo umano sono presenti solo le basi cellulari primitive.
(2)il cervello primitivo compare, con la chiusura del tubo neurale, solo dopo la settima settimana.
(3)l'abozzo di cervello presente nell'embrione fino alla 8-9^ settimana è assolutamente incapace di funzionare: ciò significa che l'embrione non ha alcun riflesso, non si muove, non respira, non ha capacità di percezione e reazione.
(4)la striscia di tessuto a forma di "U", costituente l'abbozzo del cuore,inizia a contrarsi fin dal 21^ giorno dopo il concepimento, ma non esiste ancora circolazione sanguigna (l'embrione viene irrorato di sangue passivamente attraverso i vasi placentari). Un abbozzo di sistema circolatorio compare soltanto verso la 10^ settimana. Le contrazioni cardiache in un primo momento sono di origine periferica: le cellule di cui è composto il tessuto che costituisce la base del cuore in fase di costruzione sono contrattili per loro natura e sono sede di un centro nervoso autonomo. La presenza di battito cardiaco non è indice di funzione nervosa centrale. Inoltre non si può far dipendere dalla comparsa del battito cardiaco l'inizio della vita personale umana: l'essenza e l'identità della persona umana non risiede nel cuore, organo che può essere sostituito (in caso di trapianto) senza modificare l'identità della persona, ma nel cervello.
5)non esiste possibilità di respirazione per un embrione e un feto primitivo, neppure con l'ausilio di macchine(in un ipotetico contesto extra-uterino), per l'assoluta insufficienza di sviluppo dell'apparato respiratorio: bronchi e polmoni fino alla 20^ settimana non hanno i condotti necessari per il passaggio dell'aria, sono due masse carnose, compatte, prive di alveoli. Dal punto di vista fisiologico un feto di primo trimestre non è un individuo,ma una pertinenza del corpo della donna.
Si può concludere che l'embrione non è più vivo ed umano di un qualsiasi altro organo che può essere presente nel corpo umano: l'unica differenza è che l'embrione contiene un genoma diverso da quello del corpo ospitante, in forza del quale si trasformerà in nuovo organismo umano. L'embrione è senz'altro umano perché geneticamente appartiene alla specie umana, perché é il prodotto di due gameti umani, ma non è ancora un uomo. L'embrione è piuttosto materiale biologico pro-umano, perché da esso l'organismo ospitante sintetizzerà un nuovo e differente organismo umano provvisto di capacità vitale autonoma. Bisogna, infatti, per inciso, ricordare che l'embrione da solo non ha la forza per trasformarsi in un organismo umano, è il corpo ospitante che produce questa trasformazione, che gli dà sia il materiale sia l'impulso biochimico. Proprio degli antiaborto,invece, è pensare l'embrione come una entità a sé provvista di vitalità autonoma, in grado quasi di crescere per forza intrinseca, per proprio conto, come un organismo umano già formato e nato, quasi limitandosi a ricevere dall'organismo ospitante una sorta di nutrimento, mentre l'incorporazione tra i due organismi è totale, in modo che la fisiologia dell'embrione rispetto all'organismo ospitante non è diversa da quella di tutti gli altri organi di quel corpo.
Quando inizia la vita propriamente umana cioè l'attività cerebrale?
Ovviamente non è possibile indicare la data e l'ora precisa, ma si può asserire con certezza che entro il termine in cui è permessa la IVG per motivi personali (primi novanta giorni)essa non è presente. Infatti ,sulla base di studi scientifici decisamente attendibili e condivisi, è risultato che l'area corticale(da cui dipendono le funzioni cerebrali superiori) non è assolutamente funzionale prima della 22esima settimana: fino a quella data in essa sono presenti pochissimi neuroni e talmente immaturi da non essere in grado di stabilire sufficienti connessioni. Per quanto riguarda il cervelletto(da cui dipendono le funzioni autonome)la sua attività(a causa dello scarsissimo sviluppo) non è riscontrabile prima della 20esima settimana.
Quando si può considerare pienamente formato l'essere umano?
Non prima della 24esima settimana(inizio del 6° mese di gestazione). Solo a partire da questa data infatti il feto espulso presenta la conformazione di un bambino(con cute normale, capelli e peluria), capace di respirare, ha battito cardiaco autonomo, si muove, emette vagiti, anche se in assenza di terapia intensiva è destinato, spesso, a morire in breve tempo.
Un grandissimo numero di blastocisti e di embrioni vengono eliminati spontaneamente: in caso di aborto spontaneo nella prima fase della gravidanza nessuno, normalmente, piange la morte di un essere umano. Evidentemente la personificazione dell'embrione è una finzione etica che ha la funzione di giustificare la pretesa, propria di alcuni gruppi di pressione ideologica e politica, che ad ogni concepimento segua necessariamente la formazione di un nuovo essere umano, anche contro ogni interesse e volontà della persona che deve subire questo evento nel proprio corpo.
martedì 8 aprile 2008
lunedì 24 marzo 2008
L'ISTINTO MATERNO E' UN MITO
Il concetto di istinto materno come spirito di sacrificio e di dedizione è non solo un mito, ma una clamorosa falsificazione. In tutto il regno animale le cure materne non sono affatto scontate ma dipendono da decisioni delle femmine in merito alla possibilità di sopravvivenza della prole e di se stesse.
S. Blaffer Hrdy (1999)
/IL RIFIUTO DELLA DISCENDENZA IN NATURA/
Il rifiuto della discendenza è un comportamento naturale presente in tutte le specie animali e nell'uomo di ogni epoca e latitudine geografica. Le forme in cui si attua sono essenzialmente:
-infanticidio(seguito o meno da cannibalismo) o abbandono (a morte per incuria) dei nuovi nati o delle uova = questa è la forma più semplice e primitiva per sbarazzarsi di nascite indesiderate, comune ad animali e uomo/
-aborto = è tipico dell'uomo e si associa allo sviluppo delle prime tecniche terapeutiche, rudimentali procedimenti abortivi sono stati rilevati anche presso popoli viventi in condizione del tutto primitiva. Non si può escludere che in natura, l'attrazione che certi mammiferi possono provare per alcune piante con proprietà abortive, abbia anche una funzione di limitazione delle nascite. /
-contraccezione = è tipica dell'uomo nelle civiltà tecnicamente avanzate. In alcuni animali (pecore) si è osservato la tendenza ad assumere erbe(es. trifoglio) in grado di potenziare la produzione di estrogeno endogeno, con conseguente inibizione dell'ovulazione. /
-omosessualità = animali e uomo, nelle società tradizionali. attualmente l'omosessualità sembra non avere più una funzione di pratica anticoncezionale, giacché molti omosessuali non rifiutano la discendenza/
-astinenza dai rapporti sessuali = esclusivo dell'uomo, è il più "innaturale" tra i mezzi di limitazione della fecondità, presente in situazioni di forte costrizione sociale o sotto la spinta di motivazioni ideologiche. /
Il modo più naturale per rifiutare la discendenza è la soppressione dei nuovi nati o il loro abbandono, seguito, nell'uomo, dall'aborto.
Le femmine degli animali presentano,sotto forma di propensione all'infanticidio, lo stesso bisogno di abortire la discendenza inopportuna e indesiderata che è alla base della pratica umana della interruzione volontaria di gravidanza. Alla base dell'aborto c'è una esigenza naturale comune a tutto il regno animale: quella dell'individuo di non perire o andare comunque in rovina insieme a o a causa della propria prole.
Il caso più elementare è quello della penuria di cibo, in questo caso diverse femmine di animale (soprattutto uccelli e roditori) addirittura uccidono i propri nati per mangiarli: dal punto di vista adattivo è più vantaggioso che l'individuo si mantenga in vita per procreare di nuovo in un momento più favorevole, piuttosto che rischiare di morire per denutrizione nel tentativo di allevare prole in un contesto non favorevole.
Il rifiuto della discendenza è una risposta fisiologica alla presenza di situazioni di distress ambientale, sociale ed esistenziale, nelle quali sarebbe poco proficuo investire energie per l'allevamento di prole destinata comunque ad una cattiva riuscita.
Per le strategie di continuazione della specie non è necessario che ogni concepimento abbia come esito la formazione di un nuovo individuo, ma che vadano a buon fine soltanto la maggior parte dei concepimenti e quelli che hanno le probabilità di riuscita migliore.
/NON SIAMO PROGRAMMATI PER SERVIRE FORZOSAMENTE
ALLA CAUSA DELLA RIPRODUZIONE DELLA SPECIE/
In natura non avrebbe alcun senso la procreazione forzosa imposta ad un individuo recalcitrante: la stessa mancanza di motivazione soggettiva riduce le possibilità di esito positivo del processo riproduttivo, sia prima (ad es. nell'uomo spesso le gravidanze forzose, frequenti quando l'aborto era illegale, si concludevano con nascite fortemente premature, con morte fetale dovuta a denutrizione o altre malformazioni dovute a tentativi malriusciti di autoindursi l'aborto)sia dopo la nascita(chi è meno motivato investe meno energia sull'allevamento della propria prole, determinando una sua riuscita peggiore rispetto a quella dell'individuo più motivato). Per questo in natura non esiste il meccanismo della procreazione forzosa: non opera nessun freno all'infanticidio (che è il corrispondente dell'aborto per l'uomo) quando l'animale non vuole tenere la prole.
/LA SELEZIONE EUGENETICA E' PREROGATIVA FEMMINILE/
In natura la preferenza per la qualità della prole è tipica delle femmine. La femmina preferisce investire le proprie energie sui nati che hanno maggiori probabilità di successo biologico, mentre la preferenza per la quantità della discedenza è una caratteristica maschile. Niente di più falso, dunque, del luogo comune secondo cui per la madre qualsiasi figlio,anche il più deforme, sarebbe bello e accetto. Le femmine per natura sono altamente intolleranti nei confronti delle deformità e delle infermità della prole.
ABORTO E INFANTICIDIO: ACCOSTAMENTO INAPPROPRIATO
È vero che, nell’antichità e nelle società primitive, la soppressione degli infanti appena partoriti veniva, talvolta, praticata per gli stessi motivi per cui nelle società evolute si ricorre all’aborto,o- prima ancora-alla contraccezione, tuttavia l’identità o la somiglianza dei motivi non è sufficiente a rendere equivalenti due atti completamente diversi. Gli stessi identici motivi mi possono indurre ad espellere una persona dalla mia abitazione e/o a troncare qualsiasi contatto con essa o ad ucciderla, ma l’identità dei motivi non rende equivalenti queste azioni essenzialmente diverse.
L’infanticidio è la soppressione di un essere umano formato e vivente per suo conto o,comunque, capace di vivere per suo conto(una volta espulso dall’utero); l’aborto, invece, è soltanto l’intervento che determina la cessazione di una forma di vita meramente organica,o meglio, la cessazione dei processi biochimici in grado di trasformare la materia embrionale in essere umano, in organismo umano animato.
L’infante appena nato -o maturo per la vita extrauterina- è un organismo umano individuale,formato e pienamente funzionante(o capace di funzionare) in tutte le sue parti, vivente per suo conto o comunque capace di iniziare una vita per suo conto appena espulso dall’utero. All’infante appena partorito o comunque maturo per la nascita è dunque giusto applicare la stessa tutela riservata alle persone umane.
Ma l’embrione -o il feto in fase embrionale- non ha ancora nessuna caratteristica dell’ organismo umano individuale formato e funzionante nelle sue parti essenziali. È assolutamente certo che nella sua fase più primitiva(0-10 settimane)è cerebralmente ancora non vivo. Se un organismo umano formato, se uno di noi, avesse lo stesso sviluppo cerebrale di un embrione o di un feto immaturo sarebbe neurologicamente morto: incapace di respiro e di battito cardiaco autonomo, privo di qualsiasi riflesso, oltre che di coscienza e di sensibilità.
Nella fase successiva,sebbene gradualmente assuma una forma umanoide,fino almeno alla 20esima settimana, gli organi sono così immaturi da non poter permettere nel feto alcuna forma di vita fuori dall’organismo in cui si è formato e insediato. Il feto non è semplicemente dipendente dall’organismo della donna: è completamente fuso e incorporato nei meccanismi biochimici di quest’ultimo.
L’embrione primitivo, inoltre, non presenta alcun tipo di movimento, né di reazione nervosa agli stimoli esterni. Se, in alcune immagini ecografiche sembra muoversi, è solo perché galleggia nel liquido amniotico in cui è sospeso oppure per via di reazione meccanica a pressioni esercitate sull’utero o ad altri stimoli cui possa essere soggetto. Se in alcuni filmati ecografici di procedure abortive(riguardanti peraltro feti di 12-13 settimane) sembra che il feto apra la bocca in un urlo “muto”, si tratta semplicemente di un effetto meccanico dell’aspirazione, che tirando,per così dire, verso l’esterno, la massa embrionale determina la dilatazione della fessura orale. Si può, sulla base dei dati di fatto, sostenere che l’embrione o il feto primitivo sono mera materia organica, inanimata, totalmente integrata nel sistema dell’organismo in cui si è formato, al pari di qualsiasi altro organo di quello stesso sistema. Il fatto che sia geneticamente programmato per evolvere verso la formazione di un nuovo organismo umano non può giustificare il trattamento attuale dell’embrione come se fosse già arrivato alla fine di un lungo processo che, peraltro, si può attuare solo se l’embrione rimane integrato nell’organismo in cui si è formato e a spese di quell’organismo.
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